CASA RIFUGIO 

Per tutelare al meglio donne e minori che vivono situazioni di pericolo è stata creata una Casa Rifugio ad indirizzo segreto che garantisce non solo protezione e accoglienza, ma anche la concreta speranza di  una vita nuova. 

 
 
SE SEI VITTIMA DI VIOLENZE E ABUSI CHIAMA AL NUMERO GRATUITO 

Casa accoglienza per donne in difficoltà e/O vittime di violenza

 

“Il Chicco di Grano” Casa accoglienza per donne in difficoltà e gestanti madri con figli.

La casa “IL CHICCO DI GRANO” si trova a Serradifalco ed è un appartamento per l’accoglienza a tempo pieno con modalità residenziale continuativa. Si tratta di una struttura disposta su due piani che può accogliere donne sole  o nuclei “madre e figli minori" per un massimo di 20 persone.

Per ogni informazione puoi chiamare il numero 3297361686

L'ubicazione della casa, situata nel pieno centro del paese, permette alle donne di mantenere o acquisire una certa autonomia poiché è possibile fruire facilmente di tutte le risorse presenti nel territorio, favorendo tra l'altro l'integrazione sociale e la conseguente uscita dallo stato di isolamento. 

Nonostante le ospiti della casa convivano nella stessa struttura, ciascuna di loro ha spazi propri per garantire l'autonomia nelle normali attività di routine quotidiana. 

Presso la casa accoglienza "Il Chicco di Grano" vengono accolte donne in difficoltà, sole o con figli minori, donne vittime di maltrattamenti e/o violenze, donne che attraversano periodi difficili e che richiedano una guida nella gestione dei propri figli.

In funzione dei diversi casi vengono predisposti percorsi adeguati, finalizzati al recupero della propria identità, alla costruzione o ricostruzione del proprio ruolo genitoriale o al superamento del trauma subito. Le donne, ove necessario, vengono tutelate dall'ambiente esterno e/o accompagnate in percorsi di autonomia a seguito della pianificazione del progetto educativo individuale costruito e coordinato con l'ufficio del servizio sociale incaricato.

In ogni caso, il periodo trascorso all'interno di una struttura di accoglienza deve essere inteso come momentaneo e pertanto la permanenza è sempre finalizzata a strutturare percorsi di autonomia, anche economica, delle utenti. In tal senso si cerca di prendere coscienza delle competenze e delle predisposizioni personali di ognuno per valorizzarle e trasformarle in opportunità di lavoro.

LE OSPITI e i MINORI

La comunità accoglie donne sole, o mamme con minori, provenienti da situazioni di disagio e/o di maltrattamenti che non presentino problemi di natura psichiatrica né dipendenze.
L’accoglienza viene offerta anche a donne con provvedimento del Tribunale per i minorenni, o donne sole indicate dal Servizio Sociale che richiedano un progetto di autonomia.
Per le donne vittime di violenza l'accoglienza viene pianificata a seguito della denuncia della donna alle autorità e l'inserimento viene effettuato garantendo la tutela della privacy della donna.

 

IL PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE


OBIETTIVI 
Accompagnare l'individuo o il nucleo perché riattivi o acquisisca strumenti e risorse necessarie alla costruzione di un progetto di vita autonomo, tenendo conto delle esigenze materiali, relazionali, affettive, culturali, professionali affinché il progetto risulti soddisfacente e rispettoso sia dell'individualità  che del nucleo.

OBIETTIVI INTERMEDI PER LA DONNA

L'inserimento in una qualsiasi struttura di accoglienza implica un iniziale disorientamento, soprattutto se avviene a seguito di un trauma subito. Le ospiti affrontano la nuova situazione solitamente con paure e timori.

Pertanto, è nostra cura predisporre un ambiente accogliente, non solo nella disposizione degli spazi fisici, ma anche nella calorosa accoglienza che viene offerta alle nuove ospiti. Soprattutto per i nuclei, si cerca di creare un ambiente familiare per aiutare i minori ad ambientarsi alla nuova situazione.

Durante il periodo di permanenza presso la struttura, l’intervento educativo è finalizzato ad aiutare la donna ad uscire dalla condizione assistenziale ed accompagnarla nel percorso di autonomia.

Pertanto, è previsto che vengano individuate le qualità e le capacità che la donna possiede affinché ne acquisisca consapevolezza, le consolidi e le sviluppi. 

Le donne con impiego continuano a mantenere il loro posto di lavoro proseguendo la normale routine e i minori continuano a frequentare regolarmente l'istruzione scolastica. 

Le madri vengono supportate nella gestione quotidiana familiare, ed una particolare attenzione viene data al ruolo materno, nei suoi aspetti relazionali ed educativi, fornendo strumenti utili per la futura gestione autonoma dei figli.

Dato che non può esistere un modello unico di genitorialità, l’equipe riconosce ed accetta che l’ospite possa raggiungere livelli di consapevolezza, di confronto, di progettazione diversi dai propri nel rapporto madre/figlio, tenendo sempre conto del benessere del minore. 

PER I MINORI
Ai minori si offre un luogo accogliente e sereno che favorisca, valorizzi e sostenga la relazione con la madre. L’equipe è attenta ad inserire i bambini sul territorio perché usufruiscano di spazi ricreativi e socializzanti. L’educatrice affianca la mamma a la affianca per creare degli spazi per lo svolgimento delle attività di studio o di gioco con la prole.

 

FASI DEL PERCORSO EDUCATIVO

INSERIMENTO
Le donne sole, o le mamme con minori, vengono inserite a seguito richiesta dei Servizi Sociali o dei Consultori Familiari.
Le fasi del processo di inserimento sono:

  • la richiesta di accoglienza alla Cooperativa Sociale Etnos da parte dei Servizi Sociali con allegata una relazione del nucleo.
  • Un colloquio di approfondimento tra il Servizio e la Responsabile della Casa di Accoglienza per focalizzare i bisogni del nucleo e gli obiettivi che si intendono raggiungere.
  • L’Equipe Educativa dell’Associazione, con la Responsabile del Servizio valuta la possibilità dell’inserimento.
  • Qualora l’Equipe Educativa dell’Associazione, con la Responsabile, ritenga possibile l’inserimento richiesto dai Servizi Sociali, si procede ad un colloquio tra il Servizio, la Responsabile e la donna per cui è prevista l’accoglienza. Durante questo colloquio vengono definiti progetto e obiettivi condividendo con la nuova ospite le finalità del percorso. Viene presentata la struttura e il regolamento interno: la signora ne prenderà visione per poterne dare accettazione.

ACCOGLIENZA
Al momento dell’ingresso nella Casa, oltre che a fornire spiegazioni sul funzionamento pratico della casa, l’equipe accompagnerà il nucleo in una prima conoscenza del territorio limitrofo alla struttura.

COSTRUZIONE PEI

  • Conoscenza e osservazione: attraverso quanto la signora riporta a livello verbale e non verbale, si raccolgono elementi significativi per la costruzione del progetto.
  • Restituzione: le osservazioni, condivise da tutta l’Equipe Educativa, vengono restituite al Servizio Sociale e, se ritenuto opportuno, alla donna nel lavoro di accompagnamento educativo.
  • Definizione PEI: tenendo conto degli obiettivi da raggiungere, condivisi dal Servizio Sociale e dalla donna, si procede alla definizione del Progetto Educativo Individuale. Il PEI viene condiviso con la Signora negli obiettivi e calato concretamente nell’intervento educativo.
  • Valutazione e revisione del PEI: la revisione del PEI è trimestrale e viene condivisa sia con l’Assistente Sociale di riferimento sia con la donna. Oltre a questa revisione l’Equipe Educativa relaziona in forma scritta ogni sei mesi al Servizio Sociale di riferimento per significative evoluzioni o modifiche.

DIMISSIONI:

Le dimissioni vengono concordate dalla Responsabile della Struttura con l’ospite e il Servizio Sociale di riferimento, in base alle verifiche degli obiettivi di ogni singolo soggetto. Le dimissioni prevedono una relazione di chiusura finalizzata a lasciare alla donna alcune considerazioni utili per il suo cammino verso l’autonomia. In ogni caso le dimissioni possono avvenire prima dei tempi concordati per le seguenti motivazioni:

  • non osservanza del percorso educativo concordato e condiviso
  • condotta non consona alla convivenza
  • assenza prolungata ingiustificata (oltre i tre gg)
    • provvedimenti disciplinari (arresti e violazione del codice penale)

TEMPI DEL PROGETTO
La durata della permanenza é di norma di 6 mesi, al termine del quale si potrà valutare, con il Servizio Sociale referente, una prosecuzione del progetto che, comunque, non potrà andare oltre un altro anno, per evitare che si generi un meccanismo di dipendenza e di regressione.

La nostro primo obiettivo è riconoscere e valorizzare le risorse di ciascuna persona accolta. L’equipe educativa non impone, ma propone soluzioni e modelli motivandoli affinché la donna sperimenti il suo spazio di responsabilità, di autonomia e di creatività. Rispetto dunque ai bisogni e alle fragilità del nucleo, l’equipe educativa non si sostituisce alla donna ma la accompagna e la sostiene.

 

METODI E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO

  • La quotidianità: l’educatrice, attenta a dare ad ogni cosa una valenza educativa, propone stimoli e pone eventuali vincoli affinché la donna, proprio nel quotidiano, acquisisca strumenti per affrontare percorsi di autonomia.
  • I colloqui : il colloquio settimanale è uno spazio dedicato al progetto individuale della donna. E’ un momento in cui si restituisce quanto é stato osservato, si condividono gli obiettivi raggiunti e si individuano nuove tappe da conquistare.
  • Strumento ad uso esclusivo della equipe educativa: Il DIARIO  dove si raccolgono in modo chiaro e conciso tutte le osservazioni che possano servire alla verifica e valutazione del PEI
  • Riunione di equipe: é uno spazio di discussione teorica dove si rivede la metodologia dell’approccio educativo oltre ad essere l’occasione in cui l’equipe discute e valuta gli interventi educativi in corso. L’incontro viene alla fine verbalizzato.
  • La supervisione: un consulente esterno aiuta l’equipe a leggere e riflettere sui casi con un approccio di diversa prospettiva.
  • Lavoro di rete: per rispondere in modo integrato ai bisogni di chi viene accolto, l’equipe educativa promuove e partecipa a incontri di rete fra i diversi soggetti che accompagnano la donna e i minori.
  • I processi formativi : La Cooperativa promuove e facilita la partecipazione a percorsi formativi interni ed esterni alla stessa perché crediamo fortemente che la formazione sia uno strumento indispensabile a mantenere le motivazioni e le competenze.
  • Inserimento lavorativo tramite il nostro centro di orientamento al lavoro.

 

Le figure di riferimento della Casa "Il Chicco di grano":

Responsabile/Coordinatore del servizio: la dott.ssa Melina Scebba, Assistente Sociale, coordina le diverse figure dello staff. Affianca l'equipe nella definizione dei PEI ed è referente per i servizi sociali e per le autorità. Supervisiona e verifica periodicamente che i servizi offerti dalla struttura siano efficienti e qualitativamente lodevoli.

Lo staff è composto da esperte figure professionali che collaborano tra loro pur mantenendo ben separate le diverse mansioni. Educatori, psicologi, operatori, ausiliari, addetti all'infanzia, tutti svolgono attività diurne e, durante le ore notturne garantiscono, con relativa turnazione, la loro presenza all'interno della struttura. 

Innovativa la figura dello "psicologo di notte", sperimentata per permettere alle donne, in orari insoliti e più tranquilli come la tarda serata, di sostenere colloqui evitando le distrazioni frequenti durante il giorno.

Le diverse figure nello specifico:

  • Assistente sociale: Dott.ssa Emanuela Tomasello.
  • Psicologa: collabora con la Responsabile nella compilazione del Progetto Educativo di Comunità. Costruisce e verifica il PEI. Ha il compito di accompagnare le ospiti in questo percorso, aiuta la donna nella organizzazione della quotidianità, si occupa di stimolare l’autonomia anche economica e di verificare gli obiettivi previsti dal progetto. Mette inoltre in rete il nucleo con i servizi del territorio, fornendo la possibilità di muoversi nel tessuto sociale con disinvoltura.
  • Educatore e addetti all'infanzia: svolgono una azione complementare all’educatore ed hanno compiti pratici all’interno della casa.Sono figure che operano come contatto tra territorio e famiglia, facendo conoscere alle ospiti la realtà del quartiere.
  • Ausiliari: garantiscono l'igiene della persone e degli ambienti.
  • Autisti 

DATI TECNICI DELLA STRUTTURA


IL CHICCO DI GRANO è un appartamento che si sviluppa su due livelli. Al piano terra vi sono una cucina, una sala comune, la stanza colloqui ed un ampio ambiente ludico-ricreativo. Al primo piano si trovano le camere da letto da uno, due o tre posti e i bagni.
L'arredamento è curato nei dettagli per creare un ambiente accogliente e familiare.

I COSTI DI GESTIONE

La casa accoglienza "Il chicco di grano" propone le seguenti tariffe (salvo aumenti istat) senza distinzione alcuna tra adulti e bambini:

Tariffa giornaliera: € 22,84 cadauno

Tariffa unica mensile: € 510,76 cadauno

 

Per ulteriori informazioni sulla struttura visitare l'area "Contatti"