Casa accoglienza per donne in difficoltà

“Il Chicco di Grano” Casa accoglienza per donne in difficoltà e gestanti madri con figli


La casa “IL CHICCO DI GRANO” si trova a Serradifalco ed è un appartamento a due piani all’interno di un cortile. E’ in grado di accogliere un nucleo “madre e bimbi “ per un massimo di 20 persone , ed è previsto che possano essere accolte anche donne sole.
La casa si trova nel pieno centro del Paese e questo facilita l'integrazione sociale. Tale ubicazione della casa consente alle ospiti la piena fruizione delle risorse presenti sul territorio. Permette la fruibilità della farmacia, dei supermercati nelle immediate vicinanze e di ogni altro servizio che possa essere utile ad un percorso di autonomia personale.
Il numero limitato di persone accolte permette al nucleo di costruirsi spazi di autonomia nella gestione quotidiana e anche di misurarsi con le risorse e i vincoli propri della convivenza.
Gli obiettivi sono l’accoglienza e la tutela di donne provenienti da situazione di maltrattamento e di disagio, e l’accompagnamento in un percorso verso l’autonomia attraverso un progetto educativo individuale, coordinato e costruito con il Servizio Sociale inviante, elaborato dall’equipe con l’ospite, coinvolta per la presa di coscienza e la valorizzazione delle risorse personali.

 

 

LE OSPITI
La comunità accoglie mamme con minori, o donne sole, provenienti da situazioni di disagio o di maltrattamenti che non presentino problemi di natura psichiatrica o con dipendenze .
L’accoglienza è anche per donne con provvedimento del T.M., donne sole indicate dal Servizio Sociale con progetto di autonomia.
Tutte le ospiti devono avere un livello minimo di autonomia, proprio per la finalità della struttura: essendo alloggio per l’autonomia non è prevista una copertura educativa sulle ventiquattro ore,ma la cooperativa Etnos per un periodo di tempo iniziale e di osservazione garantirà tale servizio.
Fondamentali per la costruzione di un progetto sono infatti: la dimensione adulta, materna e anche la dimensione del disagio relazionale, socio-economico- e abitativo Ospiti sono anche i figli minori delle mamme accolte per i quali sono progettati interventi educativi specifici.

IL PROGETTO EDUCATIVO INDIVIDUALE
OBIETTIVI
Accompagnare il nucleo perché riattivi o acquisisca strumenti e risorse necessarie alla costruzione di un progetto di vita autonomo, tenendo conto delle esigenze materiali, relazionali, affettive, culturali, professionali affinché il progetto risulti soddisfacente e rispettoso della individualità del nucleo .

OBIETTIVI INTERMEDI PER LA DONNA
La nostra preoccupazione é quella di predisporre un ambiente accogliente, non solo dal punto di vista del luogo fisico, ma anche nell’atteggiamento verso il nucleo, per coglierne i bisogni e facilitarne l’inserimento iniziale in una situazione che è spesso sconosciuta.
Durante questo periodo la quotidianità continua, per cui la donna mantiene il suo lavoro e il minore frequenta la scuola.
L’intervento educativo deve individuare le risorse che la donna possiede affinchè ne acquisisca consapevolezza, la consolidi e la sviluppi.
Oltre alle risorse personali e relazionali, si cerca di costruire una rete amicale di sostegno e di attuare tutto ciò che è possibile per il raggiungimento della indipendenza economica e abitativa, sostenendo il nucleo nelle incombenze burocratiche e nella gestione quotidiana familiare.
Una particolare attenzione viene data alla sfera della genitorialità, nei suoi aspetti relazionali ed educativi, fornendo strumenti per la futura gestione autonoma dei figli.
Dato che non può esistere un modello unico di genitorialità, l’equipe riconosce ed accetta che l’ospite possa raggiungere livelli di consapevolezza, di confronto, di progettazione diversi dai propri nel rapporto madre/figlio, tenendo sempre conto del benessere del minore e dell’adulto. Considerato che le risorse della donna sono uno dei principali elementi per l’autonomia, l’equipe pone particolare attenzione all’inserimento della donna nel tessuto territoriale della comunità, fornendo tutte le indicazioni circa gli spazi aggregativi, di socializazione e spazi ricreativi da vivere con il figli.

PER I MINORI
Ai minori si offre un luogo accogliente e sereno che favorisca, valorizzi e sostenga la relazione con la madre. L’equipe é attenta ad inserire i bambini sul territorio perchè usufruiscano di spazi ricreativi e socializzanti. L’educatrice affianca la mamma nell’adeguare gli spazi all’interno della casa per creare un ambiente sereno per lo studio e per il gioco, tenendo conto dell’età del minore.

FASI DEL PERCORSO EDUCATIVO
INSERIMENTO
Le donne sole, o le mamme con minori, vengono inserite su invio dei Servizi Sociali o dei Consultori Familiari.
Le fasi del processo di inserimento sono:

  • la richiesta di accoglienza alla Cooperativa Sociale Etnos da parte dei Servizi Sociali con allegata una relazione del nucleo.

  • Un colloquio di approfondimento tra il Servizio e la Responsabile della Casa di Accoglienza per focalizzare i bisogni del nucleo e gli obiettivi che si intendono raggiungere.

  • L’Equipe Educativa dell’Associazione, con la Responsabio del Servizio valuta la possibilità dell’inserimento.
    Qualora l’Equipe Educativa dell’Associazione, con la Responsabile, ritenga possibile l’inserimento richiesto dai Servizi Sociali, si procede ad un colloquio tra il Servizio, la Responsabile e la donna per cui è prevista l’accoglienza.
    Durante questo colloquio il progetto e gli obiettivi vengono spiegati e condivisi con la signora. Viene presentata la struttura e il regolamento interno: la signora ne prenderà visione per poterne dare accettazione.

ACCOGLIENZA
Al momento dell’ingresso nella Casa, oltre che a fornire spiegazioni sul funzionamento pratico della casa, l’equipe accompagnerà il nucleo in una prima conoscenza del territorio in cui é inserita la struttura.

COSTRUZIONE PEI

  • Conoscenza e osservazione: attraverso quanto la signora riporta a livello verbale e non verbale, si raccolgono elementi significativi per la costruzione del progetto.

  • Restituzione: le osservazioni, condivise da tutta l’Equipe Educativa, vengono restituite al Servizio Sociale e, se ritenuto opportuno, alla donna nel lavoro di accompagnamento educativo.

  • Definizione PEI: tenendo conto degli obiettivi da raggiungere, condivisi dal Servizio Sociale e dalla donna, si procede alla definizione del Progetto Educativo Individuale. Il PEI viene condiviso con la Signora negli obiettivi e calato concretamente nell’intervento educativo.

  • Valutazione e revisione del PEI: la revisione del PEI è trimestrale, condivisa sia con l’Assistente Sociale di riferimento sia con la donna. Oltre a questa revisione l’Equipe Educativa relaziona in forma scritta ogni sei mesi il Servizio Sociale di riferimento per significative evoluzioni o modifiche.

DIMISSIONI:

lle dimissioni vengono concordate dalla Responsabile della Cooperativa con l’ospite e il Servizio Sociale di riferimento, in base alle verifiche degli obiettivi di ogni singolo soggetto. Le dimissioni prevedono una relazione di chiusura finalizzata a lasciare alla donna alcune considerazioni utili per il suo cammino verso l’autonomia. In ogni caso le dimissioni possono avvenire prima dei tempi concordati per le seguenti motivazioni:

 

  • non osservanza del percorso educativo concordato e condiviso
  • condotta non consona alla convivenza
  • assenza prolungata ingiustificata (oltre i tre gg)
  • provvedimenti disciplinari (arresti e violazione del codice penale)

TEMPI DEL PROGETTO
La durata della permanenza é di norma un anno, al termine del quale si potrà valutare, con il Servizio Sociale referente, una prosecuzione del progetto che, comuque, non potrà andare oltre un altro anno, per evitare che si generi un meccanismo di dipendenza e di regressione.

 

La nostro primo obiettivo é riconoscere e valorizzare le risorse di ciascuna persona accolta. L’Equipe Educativa non impone, ma propone soluzioni e modelli motivandoli affinchè la donna sperimenti il suo spazio di responsabilità, di autonomia e di creatività. Rispetto dunque ai bisogni e alle fragilità del nucleo, l’Equipe Educativa non si sostituisce alla donna ma la accompagna e la sostiene.

 

 

METODI E STRUMENTI DEL LAVORO EDUCATIVO

  • La quotidianità: l’educatrice, attenta a dare ad ogni cosa una valenza educativa, propone stimoli e pone eventuali vincoli affinchè la donna, proprio nel quotidiano, acquisisca strumenti per affrontare percorsi di autonomia.
  • I colloqui : il colloquio settimanale è uno spazio dedicato al progetto individuale della donna. E’ un momento in cui si restituisce quanto é stato osservato, si condividono gli obiettivi raggiunti e si individuano nuove tappe da conquistare.
  • Strumento ad uso esclusivo della equipe educativa: Il DIARIO  dove si raccolgono in modo chiaro e conciso tutte le osservazioni che possano servire alla verifica e valutazione del PEI
  • Riunione di equipe: é uno spazio di discussione teorica dove si rivede la metodologia dell’approccio educativo oltre ad essere l’occasione in cui l’equipe discute e valuta gli interventi educativi in corso. L’incontro viene alla fine verbalizzato.
  • La supervisione: un consulente esterno aiuta l’equipe a leggere e riflettere sui casi con un approccio di diversa prospettiva.
  • Lavoro di rete: per rispondere in modo integrato ai bisogni di chi viene accolto, l’equipe educativa promuove e partecipa a incontri di rete fra i diversi soggetti che accompagnano la donna e i minori.
  • I processi formativi : La Cooperativa promuove e facilita la partecipazione a percorsi formativi interni ed esterni alla stessa perchè crediamo fortemente che la formazione sia uno strumento indispensabile a mantenere le motivazioni e le competenze.

 

Le figure di riferimento per la Casa :

Responsabile/Coordinatore del servizio: E’ la dott.sa Rosalba Turigrossa, Assistente Sociale. Cura e garantisce la qualità della struttura in cui é collocata l’ospite. Cura la qualità del lavoro dell’equipe e dei suoi membri, ascolta e sostiene le fatiche della equipe nel loro lavoro educativo, stimola l’equipe a mantenere le buone prassi di lavoro, a mantenere ed arricchire la rete territoriale della comunità. Affianca l’equipe nella definizione del PEI, é referente per i Servizi Sociali.

LE FIGURE PROFESSIONALI
La Casa “Il Chicco di Grano”è un appartamento per l’accoglienza a tempo pieno con modalità residenziale continuativa.
L’intervento educativo è gestito nella fascia oraria diurna a seconda delle esigenze specifiche dei singoli progetti. Durante le ore notturne non è prevista la presenza educativa, salvo casi particolari.

  • Psicologa: collabora con la Responsabile nella compilazione del Progetto Educativo di Comunità. Costruisce e verifica il PEI. Ha il compito di accompagnare le ospiti in questo percorso, aiuta la donna nella organizzazione della quotidianità, si occupa di stimolare l’autonomia anche economica e di verificare gli obiettivi previsti dal progetto. Mette inoltre in rete il nucleo con i servizi del territorio, fornendo la possibilità di muoversi nel tessuto sociale con disinvoltura.
  • Educatore e addetti all'infanzia: svolgono una azione complementare all’educatore ed hanno compiti pratici all’interno della casa.Sono figure che operano come contatto tra territorio e famiglia, facendo conoscere alle ospiti la realtà del quartiere.
  • Ausiliari: garantiscono l'igiene della persone e degli ambienti.
  • Autisti

DATI TECNICI DELLA STRUTTURA
IL CHICCO DI GRANO è un appartamento che si sviluppa su due livelli. Al piano terra vi sono una cucina,una sala comune, la stanza colloqui ed un ampio ambiente ludico-ricreativo. Al primo piano si trovano le camere da letto da uno,due, tre posti, bagni, balconi.
Completamente arredato in modo da ricreare l’ambiente familiare.

I COSTI DI GESTIONE

La casa accoglienza "Il chicco di grano" propone le seguenti tariffe (salvo aumenti istat) senza distinzione alcuna tra adulti e bambini:

Tariffa giornaliera: € 21,21 cadauno

Tariffa unica mensile: € 388,91 cadauno



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